Migliori Cocktail Bar di Londra

È sempre un buon momento per un cocktail, l’importante è che sia fatto a regola d’arte ma trovare il cocktail bar giusto non è sempre semplice. Londra, si sa, è famosa in tutto il mondo per i suoi pub dove gli inglesi si ritrovano per bere una birra in compagnia ma in pochi sanno che la città è oggi il centro nevralgico della mixology con alcuni dei migliori cocktail bar al mondo e, come tale, attrae i più bravi bartender da ogni dove. Nella capitale inglese si beve per godere di un momento speciale, intimo o meno intimo, sicuramente da ricordare. Quindi, se siete di passaggio a Londra, dovete assolutamente fermarvi a bere un cocktail.

Ecco una mini guida per orientarsi tra i tantissimi locali della città.

AMERICAN BAR

Uno dei migliori cocktail bar di Londra, se non del mondo, è lo storico e prestigioso American Bar dentro l’Hotel Savoy, un monumento della mixology con una storia lunga oltre 130 anni nella quale figurano delle vere e proprie leggende della miscelazione come: Ada ‘Coley’ Coleman, che ne gestì il bancone dal 1903 al 1924; e Harry Craddock, autore della bibbia Savoy Cocktail Book. Qui sono stati creati l’Hanky Panky, il White Lady e altri classici cocktail. In passato era frequentato da personaggi famosi come Hemingway, Sinatra e Marilyn Monroe, oggi dagli amanti dei cocktail. Con la sua atmosfera Art Deco chic ed un pianista che suona dal vivo il meglio del jazz americano, il locale è il luogo perfetto per trascorrere una piacevole serata in compagnia. La carta dei cocktail “The Savoy Songbook” rende omaggio ai mitici musicisti e cantautori che da decenni intrattengono gli ospiti del bar.

CONNAUGHT BAR

Un altro tempio della miscelazione è il Connaught Bar, situato nel lussuoso e molto british Connaught Hotel, uno splendido albergo edoardiano dall’ambiente e dal garbo d’altri tempi. Il bar, il cui design è stato curato dall’architetto irlandese David Collins, che ha dato un tocco cubista anni ’20 agli interni, è stato aperto nel 2008 e da allora è stato quasi sempre inserito nella The World’s 50 Best Bars, uno dei più importanti riconoscimenti del settore. Il servizio non si basa solo sulla qualità del cocktail ma è fortemente incentrato sul cliente e sul percorso gustativo ed emotivo che gli si offre. I prezzi sono alti ma anche se potete permettervi solo un drink, non ve ne pentirete. Da provare: il Connaught Gin, ideato e prodotto in casa; e alcuni classici come il Bloody Mary e il Mulata Daisy, che hanno reso il bar famoso ovunque.

BAR TERMINI

Nel vivacissimo quartiere di Soho, e precisamente lungo Old Compton Street, si trova uno dei bar più amati dagli italiani a Londra, il Bar Termini, ispirato al bar della stazione Termini di Roma. Nonostante le piccole dimensioni, il locale è una delle tappe fondamentali per tutti coloro che hanno bisogno di relax e qualità. Qui si possono gustare i classici italiani come il Negroni della casa, considerato uno dei migliori al mondo, il Garibaldi e lo Spritz Termini. È aperto tutto il giorno, dalla colazione al cocktail, e serve anche da mangiare prodotti made in Italy come antipasti a base di formaggi e affettati. Il bar, essendo uno dei più frequentati di tutto il quartiere, tende ad essere eccessivamente affollato, quindi vi consigliamo di prenotare anticipatamente un tavolo se volete un posto a sedere. Ottimo il rapporto qualità prezzo, considerando che Londra è una città carissima.

ARTESIAN BAR

Un altro locale specializzato in cocktail assolutamente da non perdere è l’Artesian Bar all’interno del lussuoso hotel londinese The Langham, in pieno centro a Marylebone. Il bar ha una storia illustre, avendo vinto numerosi riconoscimenti tra cui il The World’s Best Bar per quattro anni consecutivi. Lo spirito del locale, che si distingue per il fascino coloniale con un pizzico d’Oriente, si ritrova già nel nome Artesian, che prende spunto da un’antica fonte artesiana che ora non c’è più, la quale regalava acqua fresca a tutti i clienti dello storico hotel aperto nel 1865. La carta dei cocktail “A Minimalist Menu” è ispirata al mantra “less is more” con drink composti da una sola combinazione di sapori. Da provare il Fortaleza Still Strength & Cos Pithos Rosso e il Martini Ambrato & Capovilla Astor Apricot Eau de Vie. Ma attenzione al menù dei cocktail, perché cambia spesso. Non dimenticate di assaggiare qualcosa dalla lista food, ne rimarrete sorpresi.

NIGHTJAR

Nel quartiere Shoreditch, nascosto in mezzo a una miriade di locali, si trova il Nightjar, un cocktail e music bar sotterraneo che ricorda molto gli antichi speakeasy, quei locali segreti che negli anni del Proibizionismo vendevano illegalmente alcolici. Qui i drink hanno presentazioni eccezionali: vengono infatti serviti nelle mug in ceramica, in noci di cocco gelate o in botti di legno in miniatura. La carta dei cocktail è suddivisa in quattro categorie che coprono la storia della miscelazione: Pre-Prohibition 1600-1918, Prohibition 1918 – 1932, Post-War 1940 – 2000 e Signature. I cocktail vengono miscelati secondo la ricetta tratta dagli storici libri pubblicati nel periodo di appartenenza del drink come ad esempio l’Honeymoon, che viene preparato in base alla ricetta presente in Recipes for Mixed Drinks di Hugo Ensslin, pubblicato nel 1916. Per quanto riguarda il menù della cucina, il locale serve deliziosi piatti di street food asiatico contemporaneo.

69 COLEBROOKE ROW

Un altro cocktail bar da non perdere è il 69 Colebrooke Row situato nell’omonima strada nel vivace quartiere di The Angel, famoso per lo shopping e i divertimenti. Conosciuto anche come “The Bar With No Name”, il locale è una creazione di Tony Conigliaro, celebre bartender, mixologist e teorico del cocktail in ogni sua forma che ha ricevuto numerosi riconoscimenti per il suo impegno nello sviluppo di tecniche innovative, volto soprattutto ad un costante miglioramento degli standard qualitativi. Il bar è piccolino e non sembra molto invitante ma gode di una straordinaria reputazione in materia di drink. La carta dei cocktail è stagionale e ricca di miscele fantasiose ma non mancano i classici per i palati più tradizionalisti. Da provare il Prairie Oyster, servito in un’ostrica di ceramica. Presso il 69 Colebrooke Row si tengono anche dei corsi, ideati personalmente da Tony Conigliaro, per chi vuole davvero imparare l’arte del bartending.

Dunque, durante il vostro viaggio a Londra vi consigliamo di provare almeno un cocktail preparato in uno di questi celebri bar!

Share your thoughts